Addormentarsi

Svegliarsi alle tre è normale

I brevi risvegli tra un ciclo di sonno e l’altro sono normali. A trasformare due minuti alle 3 di notte in un’ora è mettersi a pensare a cosa significano.

2 min di letturaA cura di SheepsCome scriviamo queste pagine

Il risveglio è ordinario. È l’allarme che ne segue a costarti l’ora.

Il sonno non è un’unica cosa continua che dura otto ore. Procede per cicli di circa novanta minuti, e il loro contenuto cambia nel corso della notte: il sonno profondo a onde lente si concentra nella prima metà, il REM nella seconda. La seconda metà è, per natura, più leggera.

I brevi risvegli tra un ciclo e l’altro sono normali, e la maggior parte non viene mai ricordata. Svegliarsi alle tre e accorgersene non è di per sé un malfunzionamento.

Ciò che trasforma un risveglio di due minuti in un’ora sono i due minuti passati a chiedersi cosa significa.

A prolungarlo è quello che viene dopo: l’occhiata all’orologio, il calcolo di quanto ne resta, la conclusione che ormai domani è rovinato. Quella è attivazione, ti riguarda personalmente, ed è esattamente il meccanismo descritto nell’articolo sullo sforzo.

È anche un problema diverso dall’addormentarsi a inizio notte, e merita uno strumento diverso: qualcosa che comincia già sommesso, invece di una storia che si apre con frasi lunghe. Non ce l’abbiamo ancora. È nella lista.

La risposta lunga

Cosa fare in una notte così lo traduce in passi, in inglese, What to do when you can’t sleep: all’inizio resta dove sei, non guardare l’orologio e alzati solo se restare a letto è diventato una lotta. Perché la notte abbia delle cuciture lo spiega, sempre in inglese, What happens when you fall asleep, che segue i cicli che si ripetono circa 4–6 volte a notte.

Fonti

  1. Bonnet & Arand (2007) — EEG arousal norms by age