Cognitive shuffling

Le storie non hanno senso, di proposito

Il sonno arriva quando i pensieri smettono di sembrare lavoro: perché, sulla scia di Luc Beaudoin, le storie di Sheeps non vanno da nessuna parte, di proposito.

2 min di letturaA cura di SheepsCome scriviamo queste pagine

La coerenza è il difetto, non il pregio.

Luc Beaudoin, ricercatore alla Simon Fraser University, ha proposto che il cervello faccia funzionare una sorta di cancello lungo la strada verso il sonno. Il cancello non controlla se i tuoi pensieri sono piacevoli. Controlla la loro forma.

Il pensiero ordinato — una cosa che porta all’altra, un problema rigirato da ogni lato, una conversazione provata e riprovata — è il segno che qualcosa va ancora gestito. Il cancello resta chiuso. Il pensiero che vaga, che passa da un mestolo a un porto a una pezza di feltro senza niente che li unisca, è il segno che non c’è più niente da gestire.

Il cancello non legge i tuoi pensieri per capire quanto sono belli. Li legge per capire se c’è ancora qualcosa da fare.

Per questo le storie non vanno da nessuna parte. Non c’è trama, nessuna domanda posta al terzo minuto e risolta all’undicesimo, nessuno la cui situazione migliora. Una scena è un luogo e qualche oggetto; poi è un altro luogo con altri oggetti, e niente li unisce: non un motivo, e nemmeno un colore.

Ed è anche per questo che sono volutamente poco interessanti. La curiosità è una forma lieve di attivazione. Voler sapere cosa succede dopo è un motivo per non dormire, e una storia per la notte che te ne offre uno lavora contro sé stessa.

La parte scomoda, che preferiamo dire noi prima che te ne accorga tu: un audiolibro narrato è per sua natura una forma coerente e interessante, e noi lo usiamo per proporre una tecnica il cui principio attivo è l’incoerenza unita alla noia. La scommessa è che la narrazione possa tenere l’attenzione senza dare un motivo per continuare ad ascoltare. Le regole con cui viene scritta ogni storia sono state calibrate su questa scommessa.

La risposta lunga

Fin dove arrivano le prove, e dove si fermano, lo spiega una pagina per ora solo in inglese, What the cognitive shuffling research actually shows: l’unico studio sulla tecnica ha trovato meno agitazione al momento di andare a letto, ma non ha pubblicato quanto tempo servisse per addormentarsi. Storie per dormire per adulti mette l’idea a confronto con le storie che una trama ce l’hanno.

Fonti

  1. Beaudoin (2014) — A design-based approach to sleep-onset and insomnia
  2. SFU — Reprogramming Rest: the science of falling asleep